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Giovani
CULTURA+LEGALITA’=LIBERTA’, L’ARTE CONTRO LE MAFIE
Data:
11.10.2012
Il 15 ottobre 2012, 45 studenti delle scuole superiori di Monte Sant’Angelo, accompagnati dal delegato alla Legalità Matteo Taronna, dal Delegato per le Politiche Giovanili e rapporti con le Associazioni, Raffaele Cotugno e dal Comandante dei Vigili Urbani Antonio Prezioso, visiteranno la mostra d’Arte itinerante allestita presso gli spazi espositivi della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, “Cultura+Legalità=Libertà, l’arte contro le mafie”. Gli studenti saranno ospitati dalla Polizia di Stato.
La mostra nasce con lo scopo di parlare delle “mafie”, seguendo il monito di Paolo Borsellino, eroe in prima linea contro la mafia: “Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene.”
La manifestazione, realizzata dall’ Associazione culturale Arte INdivisa, in collaborazione con l’Ufficio Storico della Polizia di Stato e la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, in occasione del ventennale delle stragi di Capaci e Via d’Amelio e del trentennale della morte del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, sarà visitabile al pubblico dal 21 settembre al 18 ottobre 2012 e rappresenta la seconda tappa della mostra itinerante, che ha aperto i battenti il 24 novembre 2011 presso il Museo Regionale delle Scienze Naturali di Torino, prima capitale nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia.
Il progetto, che ha ottenuto il conferimento della medaglia "Premio di rappresentanza", del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, vede il patrocinio del Ministero dell’Interno, Regione Lazio, Provincia di Roma, Comune di Roma.
Saranno esposte da un lato le opere realizzate da un gruppo di artisti-poliziotti già presenti alla 54^ Biennale d'arte di Venezia, dall’altro opere di artisti di spicco del panorama italiano, tutti insieme per portare un unico messaggio: la lotta contro l’illegalità.
Nel periodo di apertura dell’esposizione saranno ospitate le scolaresche per un approfondimento sul tema della legalità. I ragazzi potranno rivivere le esperienze di vita degli uomini che hanno combattuto le mafie attraverso le testimonianze di rappresentanti delle istituzioni, nella certezza che “i giovani hanno più bisogno di esempi concreti di onestà che di parole”.